martedì 24 maggio 2016

Siamo la IIAM. Risolviamo problemi

Il 22 aprile 2016 più di cento ragazzi della scuola secondaria di secondo grado si sono riuniti al campus di Informatica di Cesena dell’Alma Mater Studiorum di Bologna per partecipare alla finale nazionale del problem solving. Ma che cos’è il problem solving?
Il problem solving è una metodologia basata su attività in cui preva
lgono il pensare, il ragionare, il fare ipotesi ed operare scelte, attività che richiedono l’applicazione di abilità relative alla gestione di informazioni strutturali più che l’applicazione sterile di procedimenti meccanici volti alla risoluzione di semplici calcoli. Attività che promuovono quelle competenze trasversali ai diversi contesti disciplinari, riconosciute ormai essenziali per un inserimento attivo e consapevole dei giovani nella società.
La competizione di problem solving serve, dunque, non solo a potenziare la capacità degli alunni nell’individuare una strategia per la risoluzione di un problema ma anche a sviluppare il loro pensiero algoritmico. Mentre la matematica studiata a scuola mira prevalentemente all’insegnamento di formule già date che permettono di risolvere un quesito algebrico o geometrico, la peculiarità di questa “disciplina” sta, invece, nel calare lo studente in situazioni concrete simili a quelle della vita quotidiana, dove continuamente si è chiamati a risolvere problemi trovando formule o strategie rapide ed efficaci.
Questa nostra esperienza è iniziata l’anno scorso, pochi mesi dopo il nostro primo incontro con il mondo delle scuole superiori. Inizialmente la nostra professoressa di matematica Silvia Del Monte, ha semplicemente proposto alla classe (che allora era la 1AM) di partecipare a quella che oggi potremmo definire come una specie di avventura. Dopo un primo approccio alcuni di noi sono per la prima volta venuti a contatto con questa nuova disciplina; durante l’estate in cinque abbiamo continuato ad esercitarci sempre con impegno per raggiungere quello che già dall’anno scorso era il nostro obiettivo e sogno: arrivare alla finale nazionale.
Soprattutto per noi questo percorso è stato un modo per affermarci in un campo didattico extrascolastico,  che ci ha consentito un costante e notevole miglioramento e ci ha portato a scoprire capacità e risorse di noi stessi “nascoste”, spesso trascurate, nonostante siano poi in realtà quelle che di più serviranno nel nostro futuro.

Così siamo arrivati, dopo aver positivamente passato la fase di istituto e poi quella regionale, alla finale nazionale. Ci siamo riusciti con tanto impegno e tanto divertimento; ci siamo classificati quinti a livello nazionale e questo è stato il premio di un lungo lavoro iniziato l’anno scorso.  

mercoledì 11 maggio 2016

4M e 4Q a Pane quotidiano. Rivedi le puntate


Cattura
Si fa presto a dire Islam: ma cosa si nasconde dietro l'oggetto di tante paure? Nell'ultimo libro della giornalista e scrittrice Lilli Gruber un viaggio tra propaganda estremista, imam più o meno prudenti e donne con il velo per raccontare la penetrazione del mondo islamico in Occidente e più in particolare nelle città italiane."




 Il 9 maggio le classi 4M e 4Q hanno partecipato in diretta alla presentazione durante la trasmissione culturale Pane quotidiano presso il Centro Rai Saxa Rubra – Rai Tre




È un libro-inchiesta quello di Lilli Gruber dal titolo "Prigionieri dell'Islam"che vuole sottolineare le debolezze della nostra società e di quella islamica, entrambe imprigionate da sogni e pregiudizi. Cimentandoci nella lettura di questo testo, abbiamo avuto l'opportunità, non solo di partecipare alla trasmissione televisiva "pane quotidiano", ma anche di poterci confrontare con persone di grande spessore culturale. Giunti a Saxa Rubra siamo stati accolti dalla Signora Cesaroni che ci ha aiutati nella messa a punto delle domande da porre all'autrice. Entrati in studio ci siamo resi conto di quanto lavoro c’è dietro un programma di soli 25': le luci dei riflettori, le telecamere pronte e il conto alla rovescia per la diretta, hanno generato in noi una miriade di emozioni e sensazioni. Lilli Gruber, giornalista di spessore e carismatica, ci ha accolti con un sorriso. La Lilli Gruber e la conduttrice Concita De Gregorio, per i temi trattati, sono riuscite a coinvolgerci nell'intervista, distogliendo il nostro sguardo dal numeroso staff. Un'esperienza dalle mille sfaccettature che ci ha condotti in un mondo sconosciuto.

Rivedi la puntata con la 4M

Finalmente arriva il momento della 4M e mentre ci ricomponiamo entra Dori Ghezzi, che ci è sembrata una ragazza poco più grande di noi con dei bellissimi capelli biondi e dei fantastici occhi azzurri… Ma la cosa che ci ha colpiti di più è stato il clima di complicità che Dori Ghezzi ci ha fatto respirare: sembrava di parlare proprio con una nostra compagna per il tono amichevole e la spontaneità delle sue espressioni e questo ci ha messi a nostro agio. Abbiamo avuto l’occasione di conoscere Fabrizio più a fondo e nelle parole di Dori abbiamo colto tutto l’amore verso il marito e verso tutti i ricordi che abbiamo ripercorso insieme. Era emozionata anche Concita De Gregorio che si è lasciata travolgere come noi dalle parole dell’autrice. La puntata è andata in onda qualche settimana dopo e noi l’abbiamo rivista tra imbarazzi e risate per le nostre facce… È stata un’esperienza fantastica per la quale non smetteremo mai di ringraziare la nostra scuola e i nostri professori. Gabriele Florà 4M

martedì 3 maggio 2016

Essere umano o non esserlo?

Uomo, homo, hombre, nin, رجل, 男人, nonm, maður, άνθρωπος, minske, mensch, tao, גבר.
Tutte queste parole rimandano allo stesso concetto di “uomo”. Ma quando qualcuno può essere chiamato cosi? Esistono vicende dolorose e tragiche che spingono a chiedercelo.
I gulag delle isole Solovki, i campi di concentramento di Auschwitz, le prigioni di aberrazione di Guantanamo, le torture delle milizie americane in Iraq nel carcere di Abu Ghraib, i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Gli autori di tutto ciò,possono essere definiti così?
La dignità è una condizione di nobiltà morale in cui l’ uomo è posto dalla sua stessa natura. Ma quale è la nostra natura?
“Immaginatevi di vedere gli stranieri derelitti,coi bambini in spalla, e i poveri bagagli […]Vi piacerebbe allora trovare una nazione di indole così barbara che non conceda un posto sulla terra,affili i suoi detestabili coltelli contro le loro gole?”
William Shakespeare nel “Sir Thomas More” invita a riflettere  su chi è veramente degno di entrare in un paese. Jacopone da Todi si augura di subire ogni forma di malattia non ritenendosi degno della grandiosità di Dio. L’ essere “dignus” rimanda alla nostra modernità che ne fa regolarmente uso ma che non si interessa ad esso.
“Homo sum: humani nihil a me alienum puto”. Publio Terenzio Afro affermava di essere un uomo e le vicende umane non possono essere ritenute estranee da lui.
Terenzio fu un commediografo latino attivo dal 160 a.C. e fu anche il primo a introdurre il concetto di “humanitas” con questa frase.
Possiamo definire umano,però,chi tortura fino a uccidere per provare emozioni forti,amplificate da coca e alcool? Se questo è un Uomo ed è anche degno di essere chiamato in questo modo,siamo destinati a estinguerci.
Giannozzo Manetti con il trattato “De dignitate et excellentia hominis” punta a una rivalutazione della dignità del corpo,come base della sensibilità e delle funzioni di cui l’ uomo è contrassegnato rispetto alle altre creature. Inutile,d’altra parte,è il rivalutare il proprio corpo se siamo morti nell’anima e nella mente.                                          


“Homo rerum mensura omnium est”. Protagora è stato un retore e un filosofo greco antico;egli era certo che di tutte le cose l’ uomo è misura.
Noi,quindi,possiamo scegliere se essere degni o indegni ma a volte siamo troppo presuntuosi per renderci conto di essere creature disumane.
Michel de Montaigne nel “Saggi” sostiene che l’ uomo è la più calamitosa e fragile tra tutte le creature ma al tempo stesso la più orgogliosa. Dobbiamo astenerci dalla superbia se vogliamo sopravvivere.  L’ indegnità  non è da ricercare solo in situazioni macabre ma anche in chi ne rimane indifferente e non ne parla.
“Hora ruit sine mora”. Se il tempo scorre senza sosta, la Storia insegna e si ripete. L’Inquisizione torturava per scoprire chi fosse eretico mentre,anche adesso,si sta torturando per divertimento.
Noi siamo misura di tutte le cose e fino ad ora abbiamo visto prevalere il male sul bene;non possiamo scegliere di essere uomini degni di questo nome piuttosto che indegni?