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CAMBIAMO IL MONDO PER MIGLIORARE IL NOSTRO FUTURO

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Il cambiamento dobbiamo essere noi

Mi chiamo Dana. Sono nata e cresciuta in Italia, ma ho origini ucraine.
Anche se questo non importa. Non importa dove sono nata io, o dove siete nati voi. Siamo tutti fratelli e siamo tutti nati nella stessa casa, nel nostro pianeta.
E ora, mi chiedo dove nasceranno le prossime generazioni. Mi chiedo cosa lasceremo. Mi chiedo in che condizioni. Mi chiedo il perché siamo arrivati fino a questo punto. Ho tante domande a cui purtroppo non riesco a dare una risposta.
Il nostro problema è che diamo la colpa al tempo. Pensiamo che sia il tempo che rovina le cose. Quello che ignoriamo, perché in fondo noi lo sappiamo, è che siamo noi che determiniamo il tempo. Siamo noi che lo acceleriamo. La Terra sta invecchiando e sta morendo a causa nostra. Noi stiamo finendo il nostro tempo, lo stiamo consumando, e lo sappiamo.
Pensiamo sempre che se c’è qualcosa da fare, lo farà qualcuno. Non riusciamo a capire che dobbiamo essere noi quel qualcuno. Non serve far parte di qualche associazione per …

“FLASH” UNO SCATTO E VIA! UN PROGETTO FRESCHISSIMO SUL POLVEROSO GENERE DELL’EPIGRAMMA

Perché “Flash”? Estremamente breve e conciso, l'epigramma è capace di immortalare, così da renderlo eterno, anche il più piccolo attimo, proprio come lo scatto di una macchina fotografica. Un viaggio lungo la traiettoria di una freccia ideale che, sintetica come un epigramma e luminosa come un flash, dalla Grecia del 3^ secolo a.C.  passa per la Roma imperiale e punta dritto al cuore della contemporaneità: l’America del Novecento.
Il progetto “Flash” (leggi la presentazione ufficiale), proposto e condotto dalle professoresse di latino, greco e inglese Paola Piattella, Maria Silvia Possanzini e Vera Valletta ha sensibilizzato gli studenti, rivolgendosi in particolare ai ragazzi del IV e V anno, allo studio comparato, insegnando loro a superare gli steccati delle singole materie e invitandoli alla mediazione culturale.  Il corso è durato un mese circa, scandito in quattro incontri: i primi due, nei quali ogni professoressa ha presentato la sua materia in relazione al genere epigramm…

Erotion (V,34), Marziale

Questo corso ci ha aperto al mondo della traduzione in maniera diversa e totalmente nuova. A renderlo unico il confronto e il collegamento tra le varie lingue, infatti per la prima volta in cinque anni abbiamo tradotto il latino e greco in inglese. Il lavoro fatto in piacevole collaborazione ci ha permesso di apprezzare di più la lingua stessa, dal momento che abbiamo ritenuto necessario sostare sul senso dei termini originali, per trasferirli con la stessa carica di significato nella lingua d’arrivo.


EROTION (V,34), Marziale

Fronto and Facilla, father and mother,
I entrust this little child
and my kisses and my love to your care:
sweet Erotion you won’t fear
the dark shadows and Cerberus’ frighting jaws.
She would have seen her sixth winter
If she had only lived some more days.
May she play peacefully among such ancient patrons
And may she pronounce my name with her bubbling voice.
May a gentle mound veil her tender bones;
and you, earth, do not weight on her:
she was never yours.

FRANCIS TURNER, Edgar Lee Masters

FRANCIS TURNER, Edgar Lee Masters

Non potevo correre o giocare
da giovane.
Da uomo potevo solo sorseggiare dal calice
Non berne:
Perché la scarlattina aveva lasciato il mio cuore malato.
Eppure giaccio qui,
rincuorato da un segreto che solo Mary sa:
c’è un giardino di acacia,
catalpe e pergolati addolciti da viti:
Là, in quel pomeriggio di giugno,
accanto a Mary,
baciandola con l’anima sulle labbra,
d’improvviso volò via.

(Elena Corinaldesi - Ilaria Tortorella - Brenno Rubegni)



FRANCIS TURNER

Non ho potuto correre e giocare
nella fanciullezza.
Nell’età adulta ho potuto solo sorseggiare,
non bere –
La scarlattina ha lasciato il mio cuore ammalato.
Tuttora giaccio qui
Addolcito da un segreto che nessuno sa tranne Mary:
C’è un giardino di acacie,
alberi di Catalpa, e pergolati con dolci viti –
Là in quel pomeriggio di giugno,
affianco a Mary,
baciandola con la mia anima a fior di labbra,
all’improvviso prese il volo.

(Turchetti Miglioroni Lella)

Leonida di Taranto VII – 273

Euro’s fierce and violent storm,
and the night, and the waves
at the climax of the Orion gloomy sunset
killed me: Callaiscro passed away
crossing the Lybian sea.
Wandering about the ocean, prey for the fishes,
I die: now this false tombstone creeps over me.

(Marta Bolognini - Matteo Moretti - Martina Stimilli)

A violent and impetuousstorm of the East wind And the night, and the waves of the dim, totaleclypse of Orione Wasted me away: I slipped from life I, Calliskros, sailing in the middle of the Libyansea. And I, rolling in the sea, preytogether with the fish, I died: untruthful grave isthis.
(Agnese Bruglia - Lucia Copparoni - Rebecca Vida Gambelli)

An enriched shoemaker (IX, 73), Marziale

You used to iron with teeth
Leathers of worn-out slippers
To bite an old mud-soaked sole,
now you own your deceived patron’s fields in Preneste
I wouldn’t bear if you had a single room;
drunk on the generous Falerno,
you break beautiful crystal cups
and satisfy your lower istincts
with your master’s Ganimede.
My poor parents
Made me learn a little bit of culture
What’s the benefit of rhetoric and grammar?
Break off, Talia, my insignificant pens
If a simple slipper can bring this fortune to a shoe maker.

(Marta Bolognini - Matteo Moretti - Martina Stimilli)


Used to dressoldleather with yourteeth and to bitemud-dirtyoldsoles, youhold the Prenestianlands of your dead master and I would be outragedifyou’veeverhad a cupboard in them; andyoucrush, drunk of the sparkling Falerno, the glasses andyoufeelspicy-greedy for the Ganymedes of your master. But, myidiotparents, theytaught me theseletters: andwhat do I get with grammarians and rhetors? Break the light pens and rip, Talia, these books, …