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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2017

Nascere in un ambiente mafioso; ribellarsi alla mafia è possibile? Gli studenti del Rinaldini incontrano l'associazione Libera in Aula Magna: (Cristina Cirilli, 4^F)

Qualche anno fa, nella casa sopra la mia, si è trasferita una famiglia con quattro ragazzi: il più grande aveva un anno più di me, l’altro la mia stessa età e due erano più piccoli. L’uomo apparteneva ad un clan mafioso ed era agli arresti domiciliari. Dopo circa un anno ha deciso di collaborare con la polizia. Da quel momento in poi non abbiamo più avuto notizie della sua famiglia.

Il 2 Dicembre la nostra scuola ha ospitato, in aula magna, la Dott.ssa Flavia Fiumara, in rappresentanza dell’associazione Libera che promuove progetti e iniziative contro le mafie. E' stato un interessante momento di riflessione, che continua a farmi pensare e spero che possa aver avuto lo stesso effetto su tutti coloro che vi hanno partecipato. La relatrice si è mostrata fin da subito appassionata del suo lavoro e questo ha catturato l’attenzione di noi ragazzi. Ci ha raccontato storie di donne e di bambini uccisi dalla mafia; mi ha colpito ascoltare quante vite sono state maltrattate, sfregiate e vi…

Viva l'arte viva? Impressioni di ritorno dalla Biennale d'Arte di Venezia

“Bisogna insomma che l’artista (…) lanci la propria opera, se vuole che possa percorrere la propria strada, là dove vi sia sufficiente profondità, in pieno e lontano futuro. E tuttavia, se il non tener conto di quel futuro, che è l’autentica prospettiva dei capolavori, rappresenta l’errore dei cattivi giudici, il tenerne conto costituisce a volte il pericoloso scrupolo dei buoni. Certo, è facile immaginare, per un’illusione analoga a quella che all'orizzonte rende tutte le cose uniformi, che ogni rivoluzione avvenuta sinora nella pittura o nella musica abbia comunque rispettato certe regole mentre quello che ci sta immediatamente davanti, impressionismo, ricerca della dissonanza, impiego esclusivo della gamma cinese, cubismo, futurismo, differirebbe in modo oltraggioso da ciò che è venuto prima. Il fatto è che ciò che è venuto prima lo si considera senza tener presente che una lunga assimilazione l’ha trasformato per noi in una materia indubbiamente varia, ma in fin dei conti omog…

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