venerdì 29 gennaio 2016

Un secolo di violenze

Alla quarta ora, all'improvviso la voce dagli interfono ci ha riscossi. Era quella dei rappresentanti d'Istituto che ci invitava a fermarci un minuto per ricordare il genocidio degli ebrei nei campi di concentramento nazisti durante la seconda guerra mondiale. Sono state parole toccanti e chiare, che hanno indotto tutti, alunni e professori, a riflettere sulla condizione dell'uomo nel tempo e nella storia.  
Durante questo minuto, all'interno delle aule, si è sentito un silenzio inconsueto, segno di grande partecipazione. Qualche docente quindi, ha cercato di dare un'ulteriore spiegazione a questa pausa di riflessione. Altri hanno ricominciato la lezione, ma con una sensazione diversa.
L'importante è  ricordare queste personesempre e non passarci sopra come se non fosse successo niente. Quello che mi ha colpito di più è stato che la storia si ripete. Che le stragi non finiscono.

Per questo ora che il 27 gennaio è passato e il prossimo sembra troppo  lontano, abbiamo pensato di raccontare qualche altra storia di deportazioni e sofferenze, che non hanno nemmeno il triste privilegio di una giornata della memoria .
  1.  Ucraina 1932-33
  2. Jugoslavia 1995

Ricordate: ci sono persone che soffrono o che hanno già sofferto, quindi riteniamoci fortunati!!

Stragi simili a quelle perpetrate contro popolazioni come quella ebraica non si rifanno solo agli anni della Seconda Guerra Mondiale, lontana ormai 70 anni. Ci sono state in periodi antecedenti, ma anche in tempi più recenti, in anni che erroneamente vengono considerati ''anni di pace''.

Il XX secolo è chiamato anche ''Il secolo dei genocidi'', per via di tutti i crimini efferati che hanno visto una parte di umanità voltare le spalle all'altra.
La strage degli armeni del 1915-1916 con lo sterminio del circa 75% della popolazione è stata tristemente la prima; a seguire quella ucraina ( vedi Ucraina 1932-33)
. In tempi più recenti, stermini ci sono stati in Cambogia ed in Indonesia rispettivamente nel 1957 e nel 1965. Quest'ultimo comportò l'uccisione di 2 milioni di persone da parte del generale Suharto e del governo indonesiano del tempo.
Il massacro di Srebrenica compiuto nel cuore dell'Europa in Bosnia Erzegovina, da parte delle truppe serbo-bosniache, durante la guerra dei Balcani ha visto uccise 8 mila persone sotto gli occhi di noi Europei nella preoccupante e vicina data del 1995.
Niente è sicuro, neanche la pace a quanto pare; perciò sta a noi non permettere che gli stessi terrificanti orrori del passato continuino. Tutto è collegato ma se non bastasse questo a spronare gli animi, perlomeno pensate a quanto sarebbe squallido se tra 60 anni, alla domanda dei giovani : ''E tu cosa hai fatto in tutto quello?'' rispondessimo: ''Niente, tanto non riguardava me''.

mercoledì 27 gennaio 2016

Primavera Araba: tanto rumore per nulla?

Ancona, Dicembre 2010. Le vacanze di Natale si stanno avvicinando, siamo tutti impegnati con i preparativi, e noi a scuola aspettavamo con grandissima ansia la fine delle attività... Come succedeva ogni anno d'altronde. Quello che non sapevamo è che da lì a poco, dall'altra parte del Mediterraneo, sarebbe scoppiata quella che i media definiscono la "Primavera Araba".
Il 17 eravamo tutti raccolti in salotto quando apprendemmo da "AlJazeera" il tragico gesto di un certo "Mohamed Bouzizi", venditore ambulante tunisino che si era dato fuoco nella città di Sidi Bouzid, come risposta all'ennesimo abuso di potere delle forze dell'ordine. I miei ne parlarono a lungo quella sera, ma credo che nessuno dei due avesse  la più pallida idea di cosa sarebbe successo nei giorni successivi.
Vedevamo ciò che succedeva in Tunisia su AlJazeera e non sulla Tv Nazionale per un semplicissimo motivo: da quando io avevo la capacità di ricordare, Tunis 7, non faceva altro che propaganda. Io che sono nato in Italia, se fossi cresciuto guardando solo Tunis 7, se non avessi visto con i miei occhi la Tunisia, avrei creduto che quel paese fosse il paradiso.

giovedì 21 gennaio 2016

Fa' sentire la tua voce: come scrivere articoli direttamente sul sito della scuola

Tutti i docenti e gli studenti della redazione registrati possono contribuire direttamente dai propri device all'aggiornamento del sito: se volete promuovere o condividere notizie, progetti, concorsi, attività didattiche significative, visite guidate etc... cliccate su "nuovo" nella barra di WP che appare in alto sullo schermo; potrete così scrivere il vostro articolo e sottoporlo con un click agli Web Master. 
Penseranno loro revisionare, formattare il testo e a pubblicarlo o a restituirlo per le correzioni. Il sito istituzionale accoglie articoli non lunghi, ma completi.
Per aggiornamenti in tempo reale, per socializzare foto, video si consiglia di usare la pagina Facebook ufficiale del Liceo.
Per se invece volete approfondire il Giornale d'istituto è il posto giusto. L'invito, allora, è quello di venirci a trovarci nel laboratorio di Informatica, tutti i mercoledì alle 13.00

Redazione giornalino d’istituto:
magazinerinaldini@gmail.com

sabato 16 gennaio 2016

Primavera araba: un sondaggio sconfortante


Agli inizi di dicembre si è tenuta al Palaindoor l'assemblea d'Istituto riguardo la situazione in Medio Oriente; ad un certo punto il relatore ha chiesto: "Ricordate la primavera araba?" e nel palazzetto si è diffuso uno strano imbarazzo. Siamo partiti da quel momento di silenzio e ci siamo chiesti quanti di noi, nonostante la splendida assemblea d'Istituto, avessero una conoscenza non superficiale della situazione in Medio Oriente.

Così, il 16 dicembre abbiamo effettuato un sondaggio riguardante la Primavera Araba ad un campione di classi dell'istituto, una per ogni anno ed indirizzo, con lo scopo di analizzare in modo più approfondito quanto gli alunni sapessero realmente di un evento storico che tutt'oggi ha importanti ripercussioni sociali.


Il risultato è stato sorprendentemente deludente: solo gli alunni delle classi quinte, che ricordavano direttamente i fatti di cinque anni fa o che l'avevano studiato proprio in quei mesi, sapevano che cosa sia stata la Primavera Araba. Per le altre classi era il buio completo. Eppure le ragioni del caos in Medio Oriente sono proprio le conseguenze del fallimento della Primavera Araba. L'unico paese dove sembra esserci stato un successo è la Tunisia, ma come racconta Radwan, è soltanto un'apparenza.



5B 10y 8no
5C 16yes 9no
5M 16y
5Q 2y17n
4Bt 6y16n
4Fa 12y
4M 22n
4P 16y
3Q 24n
2G. 29n
1Ct 18n

mercoledì 13 gennaio 2016

Arance della salute al Rinaldini

290.000 reticelle di arance rosse italiane, 1.750 piazze e 563 scuole . Tornano Le Arance della Salute di AIRC  e il nostro Liceo partecipa anche quest'anno, insieme ad altre 562 scuole di tutta Italia, per sostenere concretamente il lavoro dei ricercatori e dire tutti insieme ‘Contro il cancro, io ci sono’.
La vendita avverrà nelle mattine dei giorni 28, 29, 30 gennaio e sarà gestita dagli alunni rappresentanti di Istituto con la collaborazione degli alunni volontari del Triennio. Il ricavato della vendita sarà interamente devoluto all’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.
In cambio di una donazione di 9 euro i donatori ricevono una reticella da 2,5 kg di arance e la guida “50 anni di ricerca a tavola” con gustose e sane ricette, realizzate dal cuoco Sergio Barzetti in collaborazione con La Cucina Italiana, e utili consigli per la prevenzione del cancro a tavola.
AIRC, che quest'anno compie cinquant'anni, ha scelto “Le Arance della Salute” per ribadire l’importanza della corretta alimentazione nella prevenzione dei tumori. Gli studi confermano che quasi il 70 per cento dei tumori potrebbe essere prevenuto o diagnosticato in tempo se tutti avessimo stili di vita corretti e aderissimo ai protocolli di screening e diagnosi precoce. Quattro tumori su dieci in Europa sono provocati da stili di vita scorretti e da fattori ambientali.
Sabato 30 gennaio le Arance della salute sono in 1750 piazze: [button href="http://www.arancedellasalute.it/trovalapiazza" target="_blank" color="#f98435"]Trova la piazza[/button]