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Un secolo di violenze

Alla quarta ora, all'improvviso la voce dagli interfono ci ha riscossi. Era quella dei rappresentanti d'Istituto che ci invitava a fermarci un minuto per ricordare il genocidio degli ebrei nei campi di concentramento nazisti durante la seconda guerra mondiale. Sono state parole toccanti e chiare, che hanno indotto tutti, alunni e professori, a riflettere sulla condizione dell'uomo nel tempo e nella storia.  
Durante questo minuto, all'interno delle aule, si è sentito un silenzio inconsueto, segno di grande partecipazione. Qualche docente quindi, ha cercato di dare un'ulteriore spiegazione a questa pausa di riflessione. Altri hanno ricominciato la lezione, ma con una sensazione diversa.
L'importante è  ricordare queste personesempre e non passarci sopra come se non fosse successo niente. Quello che mi ha colpito di più è stato che la storia si ripete. Che le stragi non finiscono.

Per questo ora che il 27 gennaio è passato e il prossimo sembra troppo  lontano, abbiamo pensato di raccontare qualche altra storia di deportazioni e sofferenze, che non hanno nemmeno il triste privilegio di una giornata della memoria .
  1.  Ucraina 1932-33
  2. Jugoslavia 1995

Ricordate: ci sono persone che soffrono o che hanno già sofferto, quindi riteniamoci fortunati!!

Stragi simili a quelle perpetrate contro popolazioni come quella ebraica non si rifanno solo agli anni della Seconda Guerra Mondiale, lontana ormai 70 anni. Ci sono state in periodi antecedenti, ma anche in tempi più recenti, in anni che erroneamente vengono considerati ''anni di pace''.

Il XX secolo è chiamato anche ''Il secolo dei genocidi'', per via di tutti i crimini efferati che hanno visto una parte di umanità voltare le spalle all'altra.
La strage degli armeni del 1915-1916 con lo sterminio del circa 75% della popolazione è stata tristemente la prima; a seguire quella ucraina ( vedi Ucraina 1932-33)
. In tempi più recenti, stermini ci sono stati in Cambogia ed in Indonesia rispettivamente nel 1957 e nel 1965. Quest'ultimo comportò l'uccisione di 2 milioni di persone da parte del generale Suharto e del governo indonesiano del tempo.
Il massacro di Srebrenica compiuto nel cuore dell'Europa in Bosnia Erzegovina, da parte delle truppe serbo-bosniache, durante la guerra dei Balcani ha visto uccise 8 mila persone sotto gli occhi di noi Europei nella preoccupante e vicina data del 1995.
Niente è sicuro, neanche la pace a quanto pare; perciò sta a noi non permettere che gli stessi terrificanti orrori del passato continuino. Tutto è collegato ma se non bastasse questo a spronare gli animi, perlomeno pensate a quanto sarebbe squallido se tra 60 anni, alla domanda dei giovani : ''E tu cosa hai fatto in tutto quello?'' rispondessimo: ''Niente, tanto non riguardava me''.

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