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Memorie di viaggio (d'istruzione): Matera Pollino Caserta 2016

Quale nobile famiglia del passato può aver abitato una splendida dimora come la reggia di Caserta?
Chiunque, oggi, visiti la Reggia si pone tale domanda e noi in primis che ne abbiamo fatto l’esperienza. Basta varcarne l’ingresso per aver l’impressione di entrare in un mondo incantato: circa 60.000 i metri quadrati della reggia, 1200 gli ambienti del palazzo, di cui 134 per i reali e tanti altri spazi grandiosi. .
La storia è ricca di uomini che hanno reso grande e famosa l’Italia: Carlo III di Borbone, re di Napoli e di Sicilia, salito al trono nel 1735, aveva voluto con il suo palazzo sfidare la parigina Versailles e scelto per la costruzione dell’opera l’architetto L. Vanvitelli che vi lavorò seguito dal figlio per oltre 20 anni. La stessa regina Maria. Amalia di Sassonia scelse personalmente stoffe e decori. Mentre percorriamo la reggia, restiamo ammaliati dalla grandiosità delle stanze che, nella loro diversità, esprimono bellezza, raffinatezza, eleganza, maestà. Sembrano eternare gli uomini e le opere di un tempo. E che dire del parco? Ha la stessa imponenza del palazzo, con i suoi 120 ettari è uno dei più grandiosi parchi d’Europa. Entriamo e rimaniamo meravigliati di fronte alle cascate, ai giochi d’acqua, alla bellezza delle statue che rappresentano i miti della natura. Divinità, ninfe, satiri sembrano vivere tra noi in un locus amoenus certamente amato dalla corte e tale da essere apprezzato e goduto dai visitatori di ogni epoca. Il tutto è espressione di ordine, armonia, proporzione, infinito, quasi che la veduta non finisca mai. Ma, voltiamo pagina.
2.8 km e 79 m di dislivello in 25 minuti. Niente male!
In contrasto con la reggia, ma di uguale bellezza, spicca il parco nazionale del Pollino, meta della giornata dedicata al trekking e al contatto con l’ambiente naturale. E’ il parco Nazionale più grande d’Italia che si estende lungo la catena montuosa che unisce il mar Jonio  e Tirreno, uno spazio e un tempo senza dimensioni. Il cammino attraverso i vari sentieri in bassa quota  ci pone a contatto con un ambiente incontaminato, , dominato dalla ricchezza delle specie arboree e floreali: lecci,mirti aceri,faggi, castagni, fiori di campo,e  più in alto, se qualcuno volesse proseguire il camino, si potrebbe vedere anche  il  pino loricato, un albero d’ingenti dimensioni e di grande bellezza. Nel percorso incontriamo cascate di acqua naturale, ruscelli, ascoltiamo i rumori, godiamo della freschezza e purezza dei luoghi, i profumi, gli odori c’inebriano, i colori del bosco e il cielo limpido dilettano la nostra vista, il paesaggio idilliaco rinfranca l’animo e ci trasporta in un’altra realtà.  Tutto l’ambiente non è cambiato da secoli e, in lontananza, i campi coltivati rispecchiano ancora la fatica dei contadini e dei pastori, in un succedersi di generazioni.

E’ UN INCONTRO STUPENDO TRA NOI E LA NATURA, TRA NOI E LA STORIA DEL TERRITORIO.


     
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