Strepitosi successi sulla scacchiera: intervista al capitano
Come hanno giocato i vostri avversari?
Sono stati notevolmente competitivi e hanno dimostrato non poca abilità; inoltre alcuni di loro durante l’edizione dello scorso anno si erano attestati tra i primi posti. La nostra vittoria ci è giunta alquanto inaspettatamente. La nostra prima reazione è stata la sorpresa cui è seguita sincera gioia.Quali sono le doti necessarie per essere un bravo scacchista?
Sono necessarie creatività e flessibilità, in quanto bisogna essere pronti a rispondere efficacemente alle mosse dell’avversario, che sono legate alla sua personalità. Infatti c’è chi muove seguendo schemi tradizionali e chi invece preferisce soluzioni più ardite. Si dice che il penultimo errore dell’avversario sia quello che ti permette di vincere perché se tu fai l’ultimo sei fuori.Come si svolgono queste gare?
Si gioca divisi in quattro scacchiere e si fanno quattro partite in contemporanea; ogni squadra mette in campo quattro giocatori e vince chi, su un totale di quattro punti, ne ottiene almeno due e mezzo. Chi ne ottiene due patta, chi meno di due perde. Nella classifica finale una vittoria vale due punti, il pareggio uno e la sconfitta zero. A parità di posizione nella classifica vince chi ha il maggior numero di punti scacchiera, di cui ho parlato prima.Ma vi siete allenate?
Io, personalmente non molto. Ho infatti iniziato a giocare a scacchi perché ne sono stata spinta dal nostro attuale carismatico allenatore che mi ha consigliato di provare questa esperienza che ora ha dato i suoi frutti. Comunque sono stati fondamentali i numerosi allenamenti che si sono tenuti al pomeriggio presso la nostra scuola.
Quindi, che questi ragazzi possano conseguire eccellenti risultati anche in questa ultima sfida che si prospetta loro, con la quale potranno dimostrare nuovamente la loro indubbia valenza.
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