Passa ai contenuti principali

LE DONNE DRAGO di E. Blasetti

LE DONNE-DRAGO
di E.Blasetti
Un suono squillante mi sveglia, ed io cerco in tutti in modi di ignorarlo, ma questo continua imperterrito
sempre più forte…quanto vorrei spegnerlo ma purtroppo mia madre è priva di interruttori. Frustrata quindi
sbuffo e mi dirigo strisciando verso le scale. Comincio a fare colazione mentre mia madre corre di qua e di
la tra le stanze, blaterando cose che di prima mattina non riesco proprio a recepir,così appena fatta
colazione la saluto e mi vado a preparare per la scuola.
 Oggi sarà il mio primo giorno in una nuova scuola costruita da poco fuori paese . Tutte le mattine sono in
ritardo e rischio sempre di perdere l’autobus e questa mattina non è diversa da tutte le altre, corro a
suonare ad Ace che è , come mi aspettavo, più indietro di me. Ace mi guarda con lo sguardo assonnato e
biascica qualcosa che assomigliava ad un ͞Emm…chem c’è mmh?͟ alzo gli occhi al cielo e lo afferro per un
braccio e comincio a trascinarlo fino alla fermata dell’autobus:
͞Si può sapere perché hai la sveglia se non ti serve a niente??͟gli chiedo io con il fiatone.
͞Si può sapere perché non mi hai dato neanche il tempo per vestirmi?͟ ribatte infastidito indicando il
pigiama che ancora indossa.
͞Non è la prima volta che ti succede mi sembra!?͟ gli dissi con aria di sfida
͞Ancora con questa storia! E’ successo una volta sola e poi…͟ l’arrivo dell’autobus interrompe il nostro
innocente battibecco così saliamo e ci sediamo nei posti vicino all’uscita.
Vivo in una casa in un paesino sperduto e accanto a casa mia c’è un bosco bellissimo e misterioso così
affascinante che io e Ace da bambini ci passavamo le giornate, noi lo vedevamo come un posto magico.
Non molti anni fa però hanno vietato l’ingresso all’interno del bosco perché erano successe delle cose
molto strane infatti gli abitanti del villaggio erano così spaventati che hanno deciso di vietare l’ingresso.
Arrivata nella nuova scuola saluto Ace e mi guardo intorno cercando la mia classe quando la trovo sono già
le otto e quindici così entro già cercando una scusa valida per aver ritardato il primo giorno di scuola ma
quando entro la prof ancora non è arrivata e sollevata mi siedo vicino alla mia amica Maia che mi saluta
esuberante:
͞Ehy, Ashley strano oggi sei arrivata prima della prof !͟
͞Si strano infatti…ho dovuto trascinare a scuola Ace in pigiama per riuscirci͟
͞fallo più spesso allora͟ dice divertita.
La prof entra dalla porta e la lezione ha inizio, dopo un po’ che ascolto mi stanco e mi metto a disegnare.
Ad un certo punto la prof mi strappa il foglio di mano e guarda con disgusto il drago disegnato si volta verso
di me e comincia a lanciarmi guardi di fuoco dicendo:
͞In questa lezione e in tutta la scuola è vietatissimo disegnare o riprodurre in alcun modo qualcosa che
ricorda le grandi fazioni ͟
Io la guardo confusa e dico:
͞Le cosa??͟
E la prof con uno sguardo strano si riprende subito dicendo:
͞Niente niente, ascolta e non disegnare ͞


Io ancora più perplessa alla fine delle lezioni torno a casa passando senza rendermene conto in mezzo al
bosco dopo un po’ che cammino sento un fruscio provenire da un albero alzo lo sguardo e vedo una chioma
di capelli bianchi sparire dietro un ramo così incuriosita mi avvicino con un bastonetrovato a terra e
comincio a muoverlo in mezzo ai rami. All’improvviso si sente un ramo spezzarsi e una ragazza, almeno così
sembra, precipita dall’albero sotto ai miei piedi.
Mi chino per guardarla lei si scosta dal viso i lunghi capelli argentati e si volta verso di me appena vedo il
suo viso mi allontano velocemente terrorizzata.
Ha degli occhi vitrei privi di pupille il viso di un colore bianco perlaceo tendente al verde e ad un lato della
bocca spuntava appena un canino affilato, lei continua ad avvicinarsi ed io ad allontanarmi terrorizzata. Ad
un certo punto lei inclina la testa e dice quasi divertita:
͞Non è molto piacevole sentir urlare appena qualcuno ti guarda sai? E poi non è buona educazione se pensi
che non sono bella puoi anche tenertelo per te͟
͞C-cc-chi sei? C-cc-che c-co-cosa vuoi d-da me?͟ dico tremante.
͞Ehy tranquilla non ti faccio niente sono qui per spiegarti alcune cose mi chiamo Kanta ͞
͞Cosa devi dirmi?͟ dico un po’ più tranquilla.
Kanta così mi comincia a raccontare milioni di assurde storie che parlano delle grandi fazioni ormai non più
esistenti abitate da una specie di persone fantastiche e che lei proteggeva il libro delle leggende che
persone come la mia professoressa volevano distruggere per cancellare totalmente il ricordo di quelle
fazioni.
Mi spiega che in mezzo al bosco anni prima c’erano stati dei conflitti contro la gente che voleva distruggere
il libro e di questo se ne sono accorti anche gli umani però non riuscivano a spiegarsi il motivo di quei fatti.
Dice che ogni guardiano protegge la parte di libro che contiene la storia della propria fazione, come lei per
esempio protegge la parte della fazione delle Ninfe e delle Sirene, solo che mancava un ultimo guardiano
quello della fazione delle Donne-drago fazione che a differenza delle altre si credeva che estinta
totalmente.
͞Ashley penso che il guardiano mancante sei tu ti ho osservato per parecchio tempo ed oggi ne ho avuto la
conferma quando ho visto il tuo disegno ma soprattutto quando ho visto che il tuo colore degli occhi
cambiava mentre la professoressa di sgridava͟
͞Cosa? Il colore dei miei occhi?͟
͞Si ho notato che il tuo colore degli occhi cambia in base alle emozioni, non ti è mai successo prima perché
se no qualcuno se ne sarebbe accorto e fortunatamente oggi avevi a testa bassa e nessuno ti ha vista negli
occhi in quel momento͟
Io la guardo negli occhi vitrei ancora un po’ sospettosa e gli chiedo:
͞Non mi stai prendendo in giro vero?͟
Kanta mi guarda ad occhi spalancati e dice una sola cosa che mi convince che non sta mentendo:
͞Ma mi hai vista! Ti sembra un costume di carnevale questo!? Ti sembro una ragazza normale!?
Mi sono resa conto solo in quel momento che la mia vita stava per cambiare radicalmente e che dovevo
seguireKanta e imparare a fare il guardiano e come Kanta mi aveva detto e ridetto non avevo scelta non
potevo continuare la mia vita normale, era un mio dovere a cui non potevo sfuggire. Con tutto il coraggio

che ho in corpo mi dirigo verso casa la guardo per l’ultima volta poi mi giro verso Kanta prendo il telefono e
lascio un messaggio ai miei genitori con scritte scuse non abbastanza valide per spiegare la mia improvvisa
sparizione. Però io sapevo di doverlo fare non potevo non farlo dovevo essere la guardiana della fazione
delle Donne-drago o almeno dovevo provarci.

Commenti

Post popolari in questo blog

Un’esperienza di Alternanza Scuola-Lavoro al Museo Omero:

Dopo aver intrapreso il percorso dei beni culturali e aver svolto il compito di “cicerone” nelle giornate del F.A.I., ho deciso di svolgere il mio tirocinio lavorativo presso il museo tattile statale Omero, situato nella Mole Vanvitelliana, nei giorni 21/22 e 28/29 Aprile. 
Il mio primo compito è stato quello di familiarizzare con il nuovo ambiente, perciò oltre a visitare i luoghi dove sono esposte le opere, sono venuta a conoscenza anche dei reparti con i quali il “pubblico” del museo non entra spesso in contatto, come gli uffici, i laboratori didattici o le scale d’emergenza, e con i sistemi di sicurezza e di allarmi; è infatti fondamentale conoscere bene l’ambiente interno di un luogo di lavoro per le diverse necessità che possono presentarsi, ad esempio è stato molto importante per me sapere dove era situato l’ascensore, che mi ha permesso di accompagnare facilmente verso l’uscita alcuni visitatori disabili che non potevano utilizzare le scale. Sono stata fin da subito accolta.

TUTTO SI PUO' PERDONARE. VIDEO DELLA VITTORIA DEL RINALDINI AL V TORNEO NAZIONALE DI DIBATTITO

Il dibattito è uno sport violento, una lotta, ma le vostre armi sono le parole.
Denzel Washington in The Great Debaters - Il potere della parola
Tutto si può perdonare? Prova a rispondere alla domanda del titolo. Enunciando chiaramente la posizione assunta (sì o no), fornendo solidi esempi e inconfutabili prove a sostegno della tua posizione, replicando fermo e pacato alle eventuali obiezioni e chiudendo la tua argomentazione con un colpo retorico in grado di far restare la tua posizione ben impressa nel mente dell'uditorio. Provaci e dimmi poi com'è andata. È questo lo spirito di un dibattito. E la domanda del titolo è stato il topico della V finalissima del Torneo nazionale di dibattito Palestra di Botta e Risposta svoltosi nel maestoso Studio Teologico del Santo della Basilica Sant’Antonio di Padova. L’incontro conclusivo si è svolto tra la squadra del Liceo Rinaldini di Ancona allenata dalla prof.ssa Alessia Ascani che ha dovuto sostenere l’onere del PRO e la squadra del Li…

60 MILA FRANCOBOLLI

Sono finite le lezioni della mattina e nell'atrio del Liceo delle Scienze Umane si affollano gli studenti del quinto anno, che improvvisano banchetti e ridono come non mai.  Finalmente quasi sono le 14.30…ma che succede? L’ospite d’onore non è presente?!  Niente paura. La professoressa Giostra prende in mano la situazione e aggiorna gli studenti ancora inconsapevoli di ciò che li attende.  Al cinquantasettesimo secondo, la porta del salone si apre e l'avvocato Andrea Nobili, Garante dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale della Regione Marche, fa la sua entrata trionfale nell'auditorium del Liceo. “La scuola incontra il carcere” e il Garante “cattura” subito gli studenti in un intricato labirinto di leggi, codici e trattati.
Oggi i ragazzi conoscono le carceri dalle serie tv:  Top crime, Prison breack, Orange is the new black, ma ciò che ci racconta l’avvocato è... la realtà.,, quella di molte persone, di più o meno 60 mila carcerati regolari…