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Scritture creative dal Laboratorio 17


Ha vinto l'ironia tagliente del racconto APERTIS VERBIS di Elisa Valentini. 
Complimenti a lei e a M.Agostini, E.Blasetti, S.Cabras, L.Cortese, G. Fringuelli, L.Lombardi, L. Montenovo, M.Orlando, B. Rubegni, A.Schettini, C.Serafino, T. Talarico, M.Turchetti.
Quest'anno, a ispirare la creatività dei giovani scrittori del Laboratorio di Scrittura Creativa del Rinaldini è stata: la Scuola, luogo concreto o immaginario di storie fantasy, thriller, drammatiche, sentimentali, fantascientifiche, sovrannaturali.


APERTIS VERBIS - PIÙ O MENO di E. Valentini

Era l’ultima volta che si riduceva all’ultimo minuto. Proprio come la volta precedente sarebbe dovuta essere l’ultima. E quella prima. E quella ancora prima. Edith non era mai stata brava a mantenere i propri propositi.  Per quello si era ritrovata in piedi ad un orario indecente della mattina, così presto che in pratica si poteva considerare tarda notte, infreddolita e di malumore e piegata su due vocabolari diversi perché la professoressa aveva deciso che tradurre una versione di quindici righe dal greco al latino era un’ottima idea. A quanto pareva la professoressa li odiava.

ACCIDENTAL JUMP di M. Orlando

Anno 2118, Stazione Lunare Scolastica EAGLE II
La cosa più bella del vivere nello spazio per nove mesi l’anno? La vista mozzafiato senza dubbio. Essere in continua orbita intorno alla Luna offriva ogni giorno un panorama diverso. A volte la Terra – un grosso titano dalle impensabili sfumature verdi e azzurre-, a volte degli asteroidi, ma sempre le stelle.

AURORA di M. Turchetti

Impennando, salutò la scuola con un “addio” futile e poco veritiero. La moto rombava, le ruote cigolavano sotto l’asfalto nero e lucido di quella giornata d’aprile. Dagli specchietti non era visibile nient’altro se non l’immagine scura del suo chiodo.

BOLLE DI SAPONE  di L. Montenovo

Silenzio. Sembra tutto così semplice. O forse no. Quando rimani sola con i tuoi pensieri c’è sempre il rischio che loro ti assordino. Eppure da quel giorno il silenzio mi terrorizza. Ho sempre paura di sentire la sua voce, eppure vivo col terrore di dimenticarmi il suo viso.

IL VIAGGIO DI CHIARA di L. Cortese

C’era una volta una fanciulla  di 17, Chiara, che viveva in una piccola città nel centro del’Italia.
Chiara non era bella, ma c’erano delle caratteristiche in lei che colpivano chiunque riuscisse a leggere l’anima delle persone. I suoi occhi color nocciola lasciavano intravedere ferite che mai nessuno era riuscito a curare. I pochi che le avevano decifrato quelle more di pupille e quel sangue delle sue lacrime, si erano limitate a guardarla con pietismo.

INTO THE MIND  di  C. Serafino

16 settembre 1980 
“Eccomi di nuovo qui. Stesso posto, nuovo inizio. Che poi la storia del nuovo inizio è solo una scemenza che ci raccontano sempre. Sono anni che vengo qui e le pareti sono sempre bianche e asettiche. Uno entra qui con la speranza di poter davvero cambiare e diventare qualcuno e invece mano a mano scolorisce.

LA SCUOLA DEI NAIF di G. Fringuelli

Dall’alto del suo comodo posticino in cielo il sole regnava sovrano, picchiando senza pietà sul legno della piattaforma, sull’acqua dalle stupende macchie di petrolio e sulla mia faccia. Gli unici rumori udibili erano il poetico starnazzare lontano di gabbiani asfissiati e il tramestio da sciacquatura di piatti del mare pigro contro i pali del molo.

LE DONNE-DRAGO di  E. Blasetti

Un suono squillante mi sveglia, ed io cerco in tutti in modi di ignorarlo, ma questo continua imperterrito sempre più forte…quanto vorrei spegnerlo ma purtroppo mia madre è priva di interruttori. Frustrata quindi sbuffo e mi dirigo strisciando verso le scale. Comincio a fare colazione mentre mia madre corre di qua e di la tra le stanze, blaterando cose che di prima mattina non riesco proprio a recepir,così appena fatta colazione la saluto e mi vado a preparare per la scuola.

LIVELY di M. Agostini

A South era sempre stato insegnato che passare tre volte davanti alla casa di Bert Callison portava sfortuna. Era un’antica credenza a cui lei e sua sorella Kennedy avevano sempre creduto, sin da bambine. Non era l’aspetto della casa – buio, losco e tetro - a spaventarle, quanto la strana ombra che nei freddi pomeriggi invernali questa rifletteva minacciosamente sulla strada. Ecco perché, all’uscita da scuola, si sbrigavano sempre per evitare di assistere a quell’orrendo intreccio di luci ed ombre, che incuoteva paura ed un po’ di nostalgia per quella che, una volta, ancor prima della loro nascita, era stata una bellissima dimora estiva degli aristocratici di Columbus.
Kennedy aveva compiuto 18 anni qualche mese prima. Era così giovane, così vivace, 

PASSAGE OF TIME di A.Schettini

A dodici anni era seduta sull'imponente gradinata d'ingresso del castello. Il ragazzo dai capelli biondi l'aveva insultata davanti a tutta la loro Casata, ed era scappata dai sotterranei nella speranza che le lacrime che le rigavano il volto si confondessero con la fredda e insistente pioggia autunnale, e che i suoi singhiozzi fossero portati via dal vento freddo che scuoteva le fronde degli alberi della foresta. Il cielo era un denso mantello grigio: quando si rese conto che era lo stesso colore dei suoi occhi desiderò poterlo squarciare.
La pioggia picchiò imperterrita sulle campagne per sette giorni.

RISING SUN (ULTIMA ORA) di  B. Rubegni

"Aspetta... come faceva? Qualcosa con boy e New Orleans..."
Prima che succedesse tutto quel casino con quei due frocetti, la principale occupazione di Simone, a scuola, era aspettare la campanella finale. Quello squillo di tre secondi, che squartava la noia di una manciata di ore e la faceva dissolvere nell'aria consumata dell'aula, era l'unica ragione di vita di Simone. Non ne aveva praticamente maturata altra, in diciassette anni di vita, o almeno così riteneva.

SOAVE DELIZIA  di L. Lombardi

Le dita dei piedi premevano insistentemente sul gesso delle scarpette. Su e giù. Su e giù. Continuamente. Le stoffa sfregava violentemente sul collo del piede, bianco e magro. I capelli, raccolti sulla nuca, tiravano forte sul cuoio capelluto, ma non sembrava accorgersene. Le sue braccia continuavano a tagliare l'aria e lo facevano con estrema dolcezza. La musica riempiva le sue orecchie e lei si beava di quelle sensazioni così contrastanti.

UNA SORPRESA INASPETTATA di T. Talarico

Clarissa si era appena seduta sul bordo del letto ,quando la sveglia suonò ,lei ormai si era alzata già da un po di tempo ,pensando a cosa il giorno le avrebbe riservato. Quello sarebbe stato un giorno molto importante ,infatti sarebbe andata in una nuova scuola , ancora si ricordava di quando aveva dovuto salutare le sue amiche

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